L’affermazione del centro sinistra a Lecco nelle elezioni amministrative del 28 e 29 marzo è stata chiaramente una grossa novità, in un certo senso anche inaspettata per l’esito al primo turno. La città di Lecco è stata amministrata per diassette anni consecutivi dalla Lega Nord, con grandi contraddizioni fra ciò che veniva promesso e proclamato in campagna elettorale e quello che invece è stata la realtà: pochissima coerenza e poco buon governo.
Nei mesi che hanno preceduto la campagna elettorale per le votazioni regionali e amministrative del 28-29 marzo abbiamo cercato di parlare a tutte le componenti della città e della società civile, ascoltandole e inserendo nel programma esigenze e attenzioni dei diversi strati della popolazione. L’ascolto dei cittadini non è qualcosa di formale, è l’essenza del ruolo di amministratore, una pratica civica che non può essere sostituita da atteggiamenti populisti. È necessario mettere in dialogo i diversi punti di vista, e quindi assumere l’ottica delle imprese, dei protagonisti dello sviluppo, dei lavoratori, di quelli in cassa integrazione, di chi cerca la casa o un lavoro.
La nostra realtà territoriale, dopo anni di eccellenze, non può più vivere di rendita: in pochissimo tempo siamo passati da un tasso di disoccupazione fisiologico (uno dei più bassi d’Italia) a una situazione di affanno e di grave crisi economica. In questo contesto chi ascolta le persone più deboli? chi li rappresenta? chi assume i loro problemi? Io penso che un’amministrazione locale - senza invadere le competenze di altre istituzioni o associazioni - debba dire la sua e possa dare un contributo alla soluzione dei problemi, sicuramente in una nuova logica di confronto e di concertazione tra le forze sociali. Ma sarebbe scellerato ritirarsi nel proprio confine istituzionale, dando l’idea che i problemi prodotti dalla crisi non possono essere affrontati dall’ente locale. Un sindaco deve dunque occuparsi in prima persona dei problemi della città e della sua Voglio contribuire a realizzare un Comune “gentile” con chi vive in città e severo con chi non rispetta le regole di convivenza. Nello stesso tempo un Comune efficiente crea servizi adeguati ai cittadini e adatta gli uffici pubblici ai loro tempi e bisogni, usa risorse per creare lavoro, garantire l’assistenza agli anziani, ai disabili e aiuti alle famiglie fragili. Analogamente vorrei introdurre un concetto e una pratica di promozione della sicurezza partecipata: sicurezza quindi non è solo difendere i cittadini da atti di illegalità ma anche difendere le famiglie dalla precarietà, permettere loro di arrivare a fine mese, favorire una qualità di vita dignitosa, avere attenzione agli anziani soli.
La città di Lecco ha tanti volti, quelli dei diversi rioni che costituiscono la ricchezza della sua identità. Quindi valorizzare le tradizioni locali e investire sulla partecipazione dei cittadini delle zone servono a rendere i quartieri luoghi di vita della città intera. Non più il binomio amministrazione-amministrati oppure comune-decentramento o centro-periferia, ma una collettività che partecipa attivamente alla gestione del territorio, nelle scelte più importanti, come la viabilità, l’ambiente, il Piano di Governo del Territorio, ecc. Valorizzare l’identità locale non vuol dire disseminare la città di cartelli stradali in dialetto, ma piuttosto rendere la città accogliente e attraente ai turisti, affinché una volta giunti in città essi riconoscano il valore e la cultura che Lecco sa esprimere. Quindi magari i cartelli devono essere prima di tutto in inglese, per fare in modo che i turisti arrivino e non siano disorientati.
Ho sempre creduto in uno stile di relazione con i comuni e le altre istituzioni, costituito di ascolto, dialogo, decisioni condivise. Questa impostazione mi ha permesso di interloquire con tutti i sindaci del territorio, quando ero presidente della provincia di Lecco, al di là del loro colore politico, per la soluzione dei problemi. Sono convinto che sia importante mantenere i rapporti con tutte le istituzioni locali, territoriali e regionali, in una logica di concretezza e credibilità. Migliorare la viabilità, il traffico, la mobilità in generale, dare maggiori servizi ai cittadini sono obiettivi concreti che impegnano l’amministrazione a dialogare con altri enti territoriali, le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali, il volontariato, i singoli cittadini, in uno sforzo comune di definizione e risoluzione pratica dei problemi. Il federalismo, infatti, per essere reale, deve considerare in primo luogo i comuni e le comunità locali, rispettando i principi di sussidiarietà, di distinzione e di adeguatezza dei diversi livelli di governo e superando la contrapposizione di compiti e funzioni che complica inutilmente le procedure, allunga i tempi e aumenta i costi per la collettività.